Articoli della legge italiana che tutelano le convivenze

Art. 30 Legge 345/1975
“Nel caso di imminente pericolo di vita di un
famigliare o di un convivente, ai condannati e
agli internati può essere concesso dal magistrato
di sorveglianza il permesso di recarsi a visitare,
con le cautele previste dal regolamento,
l’infermo”

Art. 337-sexies c.c.
“Il diritto al godimento della casa familiare viene
meno nel caso che l’assegnatario non abiti o
cessi di abitare stabilmente nella casa familiare
o conviva more uxorio o contragga un nuovo
matrimonio”

Art. 342-bis c.c.
“Quando la condotta del coniuge o di altro
convivente è causa di grave pregiudizio
all’integrità fisica o morale ovvero alla libertà
dell’altro coniuge o convivente, il giudice, su
istanza di parte, può adottare con decreto uno o
più dei provvedimenti di cui all’articolo 342-ter”

Art. 408 c.c.
“L’amministratore di sostegno può essere designato dallo
stesso interessato, in previsione della propria eventuale
futura incapacità, mediante atto pubblico o scrittura
privata autenticata. In mancanza, ovvero in presenza di
gravi motivi, il giudice tutelare può designare con decreto
motivato un amministratore di sostegno diverso. Nella
scelta, il giudice tutelare preferisce, ove possibile, il
coniuge che non sia separato legalmente, la persona
stabilmente convivente, il padre, la madre, il figlio o il
fratello o la sorella, il parente entro il quarto grado
ovvero il soggetto designato dal genitore superstite con
testamento, atto pubblico o scrittura privata autenticata.”

Art. 417 c.c.
“L’interdizione o l’inabilitazione possono essere
promosse dalle persone indicate negli articoli
414 e 415, dal coniuge, dalla persona
stabilmente convivente, dai parenti entro il
quarto grado, dagli affini entro il secondo grado,
dal tutore o curatore ovvero dal pubblico
ministero”

Art. 5 Legge 40/2004
“Fermo restando quanto stabilito all’art. 4,
comma 1, possono accedere alle tecniche di
procreazione medicalmente assistita coppie di
maggiorenni di sesso diverso, coniugate o
conviventi, in età potenzialmente fertile,
entrambi viventi”

Art. 3 Legge 91/1999
“Il prelievo di organi e di tessuti è consentito secondo le
modalità previste dalla presente legge ed è effettuato previo accertamento della morte ai sensi della legge 29 dicembre 1993, n. 578, e del decreto del Ministro della sanità 22 agosto 1994, n. 582.All’inizio del periodo di osservazione ai fini dell’accertamento di morte ai sensi della legge 29 dicembre 1993, n. 578, e del decreto del Ministro della sanità 22 agosto 1994, n. 582, i medici delle strutture di cui all’articolo 13 forniscono informazioni sulle opportunità terapeutiche per le persone in attesa di trapianto nonchè sulla natura e sulle circostanze del prelievo al coniuge non separato o al convivente more uxorio o, in mancanza, ai figli maggiori di età o, in mancanza di questi ultimi, ai genitori ovvero al
rappresentante legale”

Art. 199 c.p.p.
“I prossimi congiunti dell’imputato non sono obbligati a
deporre. Devono tuttavia deporre quando hanno
presentato denuncia, querela o istanza ovvero essi o un
loro prossimo congiunto sono offesi dal reato […]Le
disposizioni dei commi 1 e 2 si applicano anche a chi è
legato all’imputato da vincolo di adozione. Si applicano
inoltre, limitatamente ai fatti verificatisi o appresi
dall’imputato durante la convivenza coniugale:
a) a chi, pur non essendo coniuge dell’imputato, come
tale conviva o abbia convissuto con esso […]”

Corte Costituzionale sentenza n. 404/1988
“È illegittimo, per contrasto con gli art. 2 e 3
cost. l’art. 6 comma 1 l. n. 392 del 1978
(disciplina delle locazioni di immobili urbani),
nella parte in cui non prevede tra i successibili
nella titolarità del contratto di locazione, in caso
di morte del conduttore, il convivente “more
uxorio” di quest’ultimo”

Corte Costituzionale sentenza n. 166/1998
La Consulta ha ritenuto che, nell’ipotesi di
cessazione di un rapporto di convivenza more
uxorio, quando vi siano figli minori o
maggiorenni non economicamente
autosufficienti, la casa adibita ad uso comune
debba essere assegnata al genitore affidatario,
essendo necessario anche in questo caso tener
conto prioritariamente dell’interesse dei figli.

Corte di Cassazione n. 23725/2008
La Corte ha riconosciuto il diritto al risarcimento
de illecito concretizzatosi in un evento mortale
anche al convivente more uxorio del defunto,
quando risulti concretamente dimostrata la
relazione caratterizzata da stabilità e mutua
assistenza morale e materiale

Corte di Cassazione n. 1277/2014
La Corte ha ritenuto applicabile ai conviventi
l’istituto dell’impresa famigliare di cui all’art. 230
bis c.c., considerando che un’attività lavorativa
che si svolge nell’ambito della convivenza more
uxorio non è di norma riconducibile a un
rapporto di lavoro subordinato;

Corte di Cassazione n. 5632/2006
La Corte ha ritenuto che la dazione di beni e
denaro al convivente more uxorio deve
considerarsi come effettuata in adempimento di
un dovere morale e sociale, nell’ambito di una
nozione allargata di famiglia, e pertanto non è ripetibile

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