In ginocchio e a testa alta

L’uomo che non sa inginocchiarsi non fa molta strada… che non si inginocchia e non alza lo sguardo al cielo. Questi sono i movimenti indispensabili della vita. Per non soffocare in sé stessi. E motivi nella vita adulta ce n’è fin troppi per soffocare. Il respiro invece viene sempre dal rapporto con un Altro fuori di noi. Per Lui il ginocchio si piega e lo sguardo si alza, per e verso il Signore dell’Universo, che fa Essere tutte le cose.

Così, la vita della ragione trova il suo giusto alveo, avvolta dalla fede. La ragione può raggiungere le altezze a cui è deputata, mentre la familiarità con la preghiera smussa gli angoli dell’ego, mantenendoci in uno stato di gratitudine per quello che esiste, e di sano realismo verso le nostre miserie.

Questi movimenti costitutivi dell’uomo non avvengono in isolamento. Il rapporto con Dio non è un fatto privato, ma un cammino di uomini in relazione fra loro, affinché questa possa essere una relazione oggettiva e vera e non cadere ostaggio di sentimentalismo e soggettivismo. Per questo è essenziale la Chiesa. Per dire “io” dentro a un “noi”, l’unico modo umano e sicuro per farlo.

E così, con una ragione espressa al massimo, e protetta dagli argini della preghiera e della vita comunitaria, andiamo avanti sicuri, che tutto ci è stato dato, in Cristo nostro Signore!

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