“Noi per amore di cosa ci facciamo uccidere?” Una stella italiana da conoscere

marianna

Scrivo questo post per diffondere le riflessioni di Marianna Orlandi, un’amica, una giovanissima stella della giurisprudenza italiana, profonda analista culturale, e spesa per l’impegno civile. Ma soprattutto una persona che vive la fede cristiana con una profondita’ di coscienza e intelligenza impressionanti. Seguitela su FaceBook!

Riporto qui un recente scambio fra di noi.

Marianna:

Non si tratta di terrorismo, ma del biglietto da visita del nemico. O si lotta o ci si arrende (e si salvi chi puo’) . Tertium non datur.

Simone:

Ciao Mari, mi hanno colpito le tue parole, e come sempre le prendo molto seriamente. Ci sto pensando in questi giorni. Ma cosa significa lottare per te? Scrivere e spendersi su FB per il giusto ideale, come gia’ io e e te e molti amici stiamo cercando di fare, o allenarsi nel campo come fanno in Afghanistan? E qual e’ la giusta strategia? Incitare alla lotta non puo’ forse generare o anticipare la lotta? Ho sentito il rullo dei tamburi, e visto i denti che stringono il pugnale, nelle tue parole… Dobbiamo forse abbassare i toni, mostrare che la nostra vita non cambia nonostante le minacce, esprimerci per tolleranza e inclusione di chi vuole vivere pacificamente con noi, o dobbiamo iniziare a fare flessioni e strisciare sui gomiti? Di sicuro stiamo entrando in un tempo diverso. Le cose sono cambiate da questa estate, e stanno cambiando a un brutto ritmo, su scala globale e vicino a noi. Nel frattempo prego. Credo che dobbiamo essere preparati a difendere le cose a cui teniamo. Quando esse sono a rischio, si vede a cosa teniamo davvero, se ancora esiste. Ma dobbiamo anche cercare di farlo senza innescare anticipatamente la violenza. Non so…

Marianna:

Capire cosa vuole il Signore è il primo punto. Di solito mi convince quando dice “Dietro a me”. Ciò detto, indagare la Sua volontà certo non è semplice, ma sappiamo con sicurezza che non è con violenza che lo seguiamo. Violenza, però, non equivale a lotta (e mi spiego più per chi dovesse leggere, perchè so che mi hai già capito). La strada evangelica è la Carità, l’Amore: ma il rimprovero è una grandissima forma di amore. E cosi’ la lotta contro il nemico dell’uomo non è mancanza di amore, ma amore per la Verità e per l’altro, vittima del male che è in ciascuno di noi. Gesù stesso lotta contro il demonio. Si lascia uccidere, è vero, ma per Amore. Noi per amore di cosa ci facciamo uccidere? Se muoriamo gridando a Cristo e alla Sua verità moriremo per lui. E allora bene: martiri. Ma se moriamo perchè fiacchi ci siamo addormentati mentre Lui pregava e sudava? Se moriamo perchè abbiamo lasciato il tralcio? In quel caso moriamo e basta, senza la luce della Sua risurrezione. E so che però così non ho ancora risposto. ma lo faccio subito: militanza. Militanza per me significa, Simone, che ciascuno nel proprio ambito capisca quel che è chiamato a fare. A me dicono di essere una comunicatrice… e allora scrivo. E parlo, ne parlo il piu’ possibile. Se ti eleggono in Parlamento le cose cambiano, e il tuo è altro. Se sei un insegnante idem. Mi chiedi se dovrei votare per una guerra o contro? Io so solo che l’errore sta nel ritenere la guerra un concetto non cristiano tout court. La guerra è cristiana se è per salvare delle vite. E quelli che ancora non capiscono che salvare delle vite implica il sacrificio di altre non meritano, a mio parere, nemmeno di essere degli interlocutori. La guerra fondamentale è pero’ per me quella di riportare la religione nella vita di ogni uomo. Intendo dire che il casino francese e questa lotta contro il fondamentalismo è per me strettamente collegata a problemi che riguardano il rapporto dell’uomo contemporaneo con Dio. Dio è stato “statalizzato” se accettato, altrimenti escluso. La nostra anima “esula” da ogni campo della vita (dalla politica, alla scuola, all’amore, all’educazione): tutto deve essere solo materiale. E cosi’ ci ritroviamo repressi, schiacciati. E nascono i fondamentalisti, da un lato. E quelli che invece odiano qualsiasi religione e ti vorrebbero impedire di battezzare tuo figlio o di piangere un morto … o di MORIRE MALATO (senza ricorrere all’eutanasia). Lo so, ho fatto discorsi astratti…. ma lo sai che siamo fatti cosi’.

Simone:

A parte per la profondissima riflessione, che riesce a condensare punti di enorme portata, cioe’ importantissimi per la vita (cos’altro ci dovrebbe interessare?), ti ringrazio, ma davvero, per il richiamo a guardare a Gesu’. Che altro orientamento dovrebbe avere il cristiano in queste difficolta’, se non conformarsi a Lui? Grazie.

***

Aggiungo un dettaglio non affatto trascurabile: questa risposta e’ arrivata formulata cosi’ 12 minuti dopo la mia domanda… : )

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