Ipocrite accuse di disservizio pubblico

INSOPPORTABILI, IPOCRITI, SEPOLCRI IMBIANCATI, FARISEI!

Chiusa la trasmissione Parliamone Sabato. Chiusa. Censurata dal pensiero unico. Dittatura dell’egualitarismo. Totalitarismo culturale cha ha paura di se stesso. Vorrei vedere cosa succederebbe se si chiedesse la censura quando le trasmissioni, molto più frequentemente, promuovono invece la famiglia con due uomini e un figlio fatto conto terzi. Nessuno scandalo lì.

Non ho visto Parliamone Sabato, e sicuramente sarà stata una trasmissione-cloaca, come quasi tutto in TV. Ma non è questo il punto. Il liquame televisivo non ci manca certo. Ma se questa puntata è ritenuta diseducativa, cosa dire delle 5 ore nel giorno del Signore con Barbara Durso, o dei pomeriggi con Maria de Filippi dove 70enni giocano a fare gli adolescenti, o latrine simili? Non serve neanche parlare.

Comunque è interessante anche stare sul merito. La lista dei 6 punti a favore delle donne dell’est, o meglio, a favore delle donne tout-court, dell’est o dell’ovest, è impeccabile. Ovviamente se letta nel profondo e depurata dalla glossa da slogan. Sarebbe una lista su cui riflettere molto seriamente, invece. Se vi scandalizza questa lista, prendiamo il suo contrario e vediamo se vi va bene:

1. Non diventano mai mamme. E come resta il fisico dopo, marmoreo o sfasciato, non me ne frega niente (ndr).
2. Hanno perso ogni classe e senso della femminilità. Con la scusa che a casa mia faccio quello che voglio, ti accolgono sfasciate.
3. Non conoscono il perdono, cioè non vedono che il male che c’è nell’altro è lo stesso che c’è in noi stessi.
4. Traducono l’uguaglianza della dignità con l’identificazione o la confusione dei ruoli.
5. Non sanno fare un cazzo in casa e sono viziate fin da piccole.
6. Frignano, si appiccicano e mettono il broncio. Sistematicamente.

Auguri.

Svegliatevi. Ovviamente la discussione in trasmissione sarà stata una cazzata, e non merita neanche attenzione. Ma anche stando al livello latrina che viene proposto: Ma donne italiane, se gli uomini preferiscono le slave perché voi corrispondete alla lista al negativo sopra, ma datevi una svegliata, con tanto di Boldrini in capofila!

In ogni caso, non è solo un problema di donne, la lista cloaca qui sopra è un problema sistemico del decadimento della civiltà occidentale, erosa dall’individualismo, e corrotta dal totalitarismo del commercio. Ma per questo servirebbe un’altra puntata di Parliamone Sabato. Ups… non c’è più.

Ma ritorniamo al capo d’imputazione ufficiale, dove a mio avviso risiede il vero scandalo: “Contravviene ai principi del servizio pubblico”. Schifosi. Se applicassero questo principio dovrebbero chiudere 4 trasmissioni su 5. E’ servizio pubblico non parlare più dell’attività parlamentare ma solo di campagna elettorale di elezioni che non esistono? E’ servizio pubblico la bulimia da cronaca nera? E’ servizio pubblico 45 minuti di TecheTecheTe con immagini d’archivio per iniziare un film alle 21:30 che verrà interrotto 8 volte da pubblicità e finirà alle 24? E’ servizio pubblico l’infestazione della TV pubblica e di stato con la pubblicità commerciale? E’ servizio pubblico essere asserviti al commercio più becero? E’ servizio pubblico che mi devo vedere alle 8 di sera gente che annusa ascelle e culi di donne anziane che perdono? E’ servizio pubblico che pago il canone ma sono sottoposto alla pubblicità? E’ servizio pubblico che venga promosso il gioco e l’intrattenimento più basso, a scapito della cultura, dell’arte, dell’educazione, del bello, del vero, del buono e del giusto?

IPOCRITI. Viva Paola Perego e viva le donne dell’Est. E viva le donne italiane. Donne però.

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One Response to Ipocrite accuse di disservizio pubblico

  1. egidiobabuin says:

    Non guardo più la TV da tempo se non di sfuggita come si guarda il giornale del giorno prima, con la sensazione di leggere notizie scontate, prive di interesse ma che almeno un’occhiata gliela devo dare perchè l’ho pagato! Ecco la cosa che mi pesa è il canone che mi rende complice di tanta miseria.
    Condivido le considerazioni del tuo post.
    Posso capire che certe trasmissioni soddisfino (meglio: si presume che incontrino) le esigenze di persone sole, anziane, confinate dentro mura, parenti e compaesani dei conduttori, che sostengono con l’auditel lo sforzo “creativo” (!) dei produttori. Anche se penso sarebbe meglio lasciare quest’onore alle TV commerciali o a canali dedicati.
    Non accetto, invece, che la Dirigenza faccia le sceneggiate tipo quella della trasmissione censurata (perchè di questo si tratta) dissociandosi da una piuttosto normale discussione dei risultati di un’indagine. Se non si è d’accordo si faccia una contro-indagine per dimostrare che i dati presentati sono falsi, scandalosi ed offensivi!
    Io li considero stimolanti per una riflessione seria sul ruolo della donna oggi. Non è positivo il confronto per acquisire conoscenza e coscienza dei propri punti di forza/di debolezza?
    Perché deve infastidire sapere che ci sono certi comportamenti che appartenevano ad una nostra epoca storica con la quale troppi non voglio fare i conti?
    Chiedo ai Dirigenti che hanno preso la decisione di spegnere la trasmissione se l’hanno fatto dopo aver consultato l’auditel. Altrimenti non sono molto lonatani dal tanto vituperato Minculpop.
    Chiedo uno sconto sul canone per l’umiliazione subita!
    Egidio.

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